Ma non è “donna Rachele”

29 aprile 2009 | Di | Categoria: Politica, storia

1922_1Quelle di Veronica sono le esternazioni della moglie del presidente del consiglio che svela i “segreti di Puncinella” che avvolgono la vita privata, intima, paranoica del sessuomane marito.

La mente, di quanti hanno l’età per farlo, vola verso il passato per valutare l’ipotesi di un paragone con un’altra moglie, meno illustre, di un altro presidente del consiglio: donna Rachele.

No !   Veronica non è una rediviva donna Rachele, un incolmabile abisso le divide,  una dimensione etica  che non tollererebbe paragoni.

Donna Rachele fu moglie, madre, donna, che seppe pagare colpe non sue, continuando il calvario di una vita che con lei fu avara; ma emerge, nella pur infausta storia che la travolse, la dignità che solo le traversie sanno forgiare.

Veronica è solo l’interessata contabile di un malloppo agguantato.

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Dopo la fine della guerra, Donna Rachele e i figli Romano e Anna Maria furono mandati a confino ad Ischia, dove rimasero fino al 1957. Questa data segna anche il ritorno della salma del Duce a Predappio in seguito ai numerosi sforzi di Donna Rachele. Dopo questa data, si ritirò a Villa Carpena (ora diventata museo), in provincia di Forlì, dove trovò i mezzi per vivere nella solidarietà delle persone nei “suoi famosi orto e pollaio”.

Da notare che Donna Rachele percepì la pensione di reversibilità solamente a partire dal 1975, (risultava infatti che Mussolini non percepiva stipendio dallo Stato, non pagava quindi i contributi e di conseguenza non aveva accesso alla pensione).

(http://it.wikipedia.org/wiki/Rachele_Guidi)

Rosario Amico Roxas


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